Chiudi gli occhi

Sono passati i giorni, le settimane, i mesi, gli anni. Hai desiderato troppo e ottenuto troppo poco. Ma era tutto così necessario? Quando sarebbe bastato solo prendere le decisioni giuste al momento giusto. E ora ti senti un po’ sbagliato ma anche un po’ di troppo. In fondo quello che ti serviva era solo sederti, chiudere gli occhi e respirare. Prova a farlo, ormai non hai più niente da perdere. Quando riaprirai gli occhi potresti non essere più da sola. E forse  non sarà ancora troppo tardi.

Balla – suona – ama

Ci sono brani che a vent’anni ballavi in discoteca. A 25 li volevi suonare. A 33  ne inizi a capire anche il significato. Ci sono tanti tipi di canzoni d’amore, quelle che parlano di sentimenti e di nostalgia e poi c’è questa. Testo e musica talmente erotici e viscerali, che a 20 anni non potevi neanche immaginare che potesse esistere una sensazione così.

Censuratela, segnalatela. Fate quello che volete. Ma io due versi qui sotto ve li scrivo. E non ditemi che questo non è amore puro.

“Through every forest above the trees
Within my stomach scraped off my knees
I drink the honey inside your hive
You are the reason I stay alive”

Tornare in superficie

Ci sono giorni che mi viene voglia di urlare tutto quello che ho dentro, la rabbia, il dolore, la tristezza, l’amore. La giornata era partita così, con una sensazione d’inquietudine. Ma poi ho trovato il modo di dire tutto quello che sento, o quasi. La liberazione. E questa canzone mi fa pensare proprio a questo, un grido straziante  e liberatorio. Oggi un pezzo un po’ più movimentato del solito. E chi me l’ha fatto ascoltare, sa sempre di cosa ho bisogno.

Un giorno per caso Pablo Neruda

La poesia è musica e la musica è poesia. Stasera mentre facevo una ricerca, mi sono imbattuta in questi versi. Lo so non è una canzone rock … ma oggi non potrei esprimere ció che sento meglio di così.

“…Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice”.

Sott’acqua

Qualche anno fa persi un concerto degli Stereophonics. La classica giornata No, di un periodo No. Mi piacevano  e mi pentii tantissimo di non essere andata. Ma questa è un’altra storia. Qualcuno  partecipò per il gruppo spalla. uno di quei gruppi che avevo sentito nominare da sempre, ma non avevo mai approfondito. Conoscevo solo qualche singolo passato alla radio. Oggi ho deciso di iniziare ad approfondire. Voglio iniziare da qui. Il pezzo spacca e il video pure. Sarà perché oggi mi sento esattamente così. Sott’acqua.  Buon ascolto.

La musica prima di Shazam

Estate 2006 (o forse 2005). Shazam non esisteva ancora e scoprire di chi fosse una canzone, voleva dire esser bravi e rapidi a scrivere in inglese. Non ricordo se fosse uno spot del festivalbar o del cornetto free music festival.  Questa canzone in sottofondo. C’ho messo quasi un anno a capire di chi fosse, ricerca intensa. Ma da quel brano non l’ho più mollati. Si è vero saranno anche smielati, ma in pochi sanno raccontare l’amore.  Continuano ad emozionarmi come il primo giorno, a farmi sognare il mare e i pic nic di notte sulla spiaggia. E forse non sono l’unica.                                                                          Buon ascolto.

Riot girl

Siete mai stati ad un concerto di P.J. Harvey? Io lo ricordo come una delle serate più belle della mia vita,  condivisa con chi sa apprezzare una vera artista. Una toccata e fuga a Firenze per un spettacolo indimenticabile.  Purtroppo o per fortuna è rimasta un’artista di nicchia. Io continuerò a seguirla e ad ammirare i suoi capolavori, perchè Polly Jean riesce sempre a sbalordirmi.